Normalizzazione della classificazione delle attività economiche

In occasione delle date censuarie, si realizza una nuova classificazione delle attività economiche, allo scopo di tener conto dei cambiamenti che avvengono nel sistema produttivo e sociale. Sin dal 1971, l’Istat ha tenuto conto delle classificazioni internazionali proposte, la "International Standard Industrial Classification of all Economic Activities" (acronimo ISIC nella versione anglosassone e CITI nella versione francese), adottata in sede ONU, e la "Nomenclatura generale delle attività economiche nelle Comunità europee" (NACE). La confrontabilità della classificazione nazionale con quelle comunitarie è aumentata sempre più, fino alla versione del 1991 che a livello di due cifre corrisponde alla ISIC (rev.3) e a livello di quattro cifre alla NACE (rev.1).

Le varie attività economiche sono raggruppate dal generale al particolare, in aggregazioni codificate in maniera numerica, denominate rami, classi, sottoclassi e categorie. La classificazione del 1991 ha modificato tale sistema di codificazione standardizzatosi nel tempo, modificando la terminologia e le aggregazioni, che sono divenute sei, due alfabetiche e quattro numeriche (Prospetto 1).

Non si è trattato, nel corso dei vari censimenti, di semplice riorganizzazione classificatoria o di aggiornamento delle attività. E’ cambiata anche la filosofia d'aggregazione d'interi settori e non sempre si è tenuto conto dello stesso criterio di differenziazione delle attività. Solitamente, le categorie sono individuate facendo esclusivo riferimento alle caratteristiche dell’attività in se stessa (come nel 1991), per cui ogni categoria comprende attività esercitate generalmente da unità locali dello stesso tipo. Altre volte, si è tenuto conto, oltre all’attività svolta, anche della forma giuridica, del titolo di possesso o della natura e tipo della materia prima utilizzata. In genere, attribuendo un codice ad ogni attività, è garantito, tramite apposita tabella di ragguaglio, il passaggio da un sistema di classificazione all’altro.Non sempre tale accorgimento è rispettato, tanto che per molti codici non c’è un riferimento univoco con i corrispondenti del precedente sistema di classificazione; di conseguenza, alcune attività, non avendo un codice identificativo, non sono più rintracciabili e si nascondono, per così dire, all’interno di settori più ampi.

Al fine di attenuare tali problematiche, i dati presentati nel Data Warehouse sono ricostruiti a livello di tre cifre - gruppo di attivittà economica 1991 - per tutti i censimenti fino al 1971; a tale livello di ricostruizione l'omogeneità concettuale dei settori economici mantiene la necessaria attendibilità statistica.

Prospetto 1 - Distribuzione del numero di voci nelle classificazioni delle attività economiche
 
CENSIMENTI Rami Sottosezioni Classi Sottoclassi Classi 1991 Categorie
1971 10 - 60 68 - 581
1981 10 - 62 274 - 545
1991-1996-2001 17 (a) 16 60 (b) 222 (c) 512 874

(a) sezioni; (b) divisioni; (c) gruppi