Organizzazione e tecnica di rilevazione

I censimenti delle attività produttive del 1971, 1981 e 1991 hanno avuto un'organizzazione e una tecnica di rilevazione sostanzialmente identica, che ha consentito il tramandarsi di esperienza e professionalità nel corso del tempo. Essi sono stati eseguiti insieme ai corrispondenti censimenti demografici, nell’ambito di una comune organizzazione che prevede una struttura di tipo piramidale. L’Istat, organo centrale, ha il compito di predisporre il regolamento d'esecuzione dei censimenti, di impartire agli Organi periferici le istruzioni e di sovrintendere alle fasi di lavorazione. Per adempiere a tutto questo si avvale degli Organi periferici di censimento, costituiti ad hoc per questo tipo di rilevazione e aventi giurisdizione sulle operazioni censuarie del territorio di pertinenza. Gli Uffici Provinciali, solitamente costituiti presso gli uffici di statistica delle Camere di commercio, hanno compiti ispettivi, di assistenza e di controllo rispetto alle operazioni svolte dagli Uffici Comunali. Questi ultimi, costituiti presso gli uffici di statistica dei comuni, hanno il compito di eseguire le operazioni connesse con la ripartizione del territorio comunale in sezioni di censimento, con la selezione e formazione dei rilevatori e con il controllo delle attività svolte dai medesimi. I Rilevatori hanno il compito di provvedere alla distribuzione, raccolta e controllo dei questionari. A ciascun rilevatore è assegnata una o più sezioni, che egli deve percorrere interamente, consegnando il questionario del censimento della popolazione a tutte le famiglie o il questionario del censimento dell’industria e dei servizi a tutte le unità locali che individua nella/e sezione/i assegnatagli.

Con questa tecnica di rilevazione, si è sempre utilizzato, sul piano concettuale, un presupposto d'ignoranza della realtà del territorio: il rilevatore esegue un’indagine "porta a porta" non sapendo ciò che incontrerà nella sezione assegnatagli. Soltanto in un secondo momento, recuperati i questionari, si utilizzano archivi e conoscenze varie (anagrafi, associazioni di categoria, elenchi comunali, ecc.) al fine di recuperare eventuali unità sfuggite alla rilevazione e di controllare l’operato dei rilevatori.

Con il censimento generale dell'industria e dei servizi del 2001 e, parzialmente, con il precedente censimento intermedio dell'industria e dei servizi 1996,  si è ribaltata l’impostazione concettuale segnalata in precedenza. Si parte da un presupposto di conoscenza della realtà territoriale ed economica. Con il censimento del 2001 si dispone già dell’universo, quindi di una lista di unità di rilevazione per ciascuna delle quali si hanno notizie complete di tipo anagrafico (ragione sociale, indirizzo, telefono, codice fiscale, ecc.) ed economico (attività, forma giuridica, addetti, ecc.).

Fino al censimento 1991, la lista delle unità di rilevazione si creava attraverso il censimento stesso. Con i censimenti del 1996 e 2001 l'organizzazione delle operazioni censuarie ha previsto la realizzazione, a cura dell'Istat, dell’Archivio statistico delle imprese attive (ASIA) e degli archivi delle istituzioni pubbliche (ASIP) e delle istituzioni nonprofit (ASINP) e, successivamente, l'esecuzione del censimento per verificare, direttamente presso le imprese, le informazioni degli archivi.