Cenni storici

La prima indagine ufficiale sulle condizioni dell’industria italiana, svolta dalla Direzione della Statistica Generale, è del 1876. E’ limitata agli stabilimenti relativi a 15 gruppi d'industrie, con particolare riguardo alle industrie tessili e alle lavorazioni industriali esercitate dagli stabilimenti di pena e dalle imprese industriali dello Stato. Ciascun settore industriale considerato nell’indagine, è censito mediante un apposito questionario che tiene conto delle caratteristiche particolari dell’industria in esame. Le notizie rilevate sono poche e riferite al numero degli stabilimenti, al personale occupato e alla consistenza del macchinario tipico installato. In seguito, dal 1883 al 1903, si svolgono una serie d'inchieste sulle principali caratteristiche degli opifici industriali le cui notizie sono pubblicate tra il 1885 ed il 1903 negli Annali di Statistica. Il campo di osservazione, notevolmente ampliato, riguarda le industrie ripartite in quattro grandi gruppi: minerarie, meccaniche e chimiche; alimentari; tessili; altre industrie, comprendenti le industrie del legno, cartarie, poligrafiche, conciarie, nonché alcuni settori dell’abbigliamento. Le modalità di rilevazione sono simili a quelle della precedente statistica del 1876; si adottano 27 tipi di questionario in base alle caratteristiche di gruppi d'industrie omogenei. Le predette indagini si svolgono non con carattere di simultaneità, ma nel corso di vari anni, tanto che al momento di riassumere i risultati in un quadro generale, i dati delle varie indagini vengono opportunamente riveduti al fine di tener conto delle variazioni nel frattempo intervenute nell’economia.

Nel 1911 si esegue un censimento degli opifici e delle imprese industriali, dal quale sono escluse tutte le attività commerciali e terziarie e sono incluse tutte le attività industriali anche se esercitate da aziende di trasporti (ad esempio, laboratori o cantieri di costruzione o riparazione di macchinari, navi, locomotive) da aziende commerciali (ad esempio, laboratori per la confezione di manufatti, di abiti, lavorazione di mobili), da aziende agricole (ad esempio, fabbricazione di burro, latticini, distillerie).

Il primo censimento dell’industria e del commercio si effettua nell’ottobre del 1927 sotto la direzione dell’Istituto Centrale di Statistica, all’inizio della sua attività. Tale censimento si caratterizza per la vastità del campo di osservazione che comprende, oltre alle attività industriali e commerciali, le attività dei trasporti, comunicazioni, credito, assicurazioni e alcune attività dei servizi. Dieci anni dopo segue il secondo censimento industriale e commerciale, frazionato e scaglionato nel tempo tra il 1937 e il 1939. "Si trattò del più notevole tentativo fatto in Italia per approfondire la conoscenza delle caratteristiche non solo strutturali, ma anche economiche dell’industria, attraverso numerosi questionari speciali per ogni classe e sottoclasse di attività produttiva". Interrotto a causa dei sopravvenuti interventi bellici, lo spoglio dei dati è ripreso nel dopoguerra e rapidamente terminato con la pubblicazione di appositi volumi che, nonostante tutto, costituiscono la più ampia documentazione sull’industria italiana prebellica.

Nel periodo postbellico, si eseguono cinque censimenti delle attività produttive a cadenza decennale (1951, ’61, ’71, ’81, ’91). Questi censimenti si caratterizzano per un progressivo e costante miglioramento nelle tecniche e modalità di rilevazione e per l’attenzione che è posta nell’inserirli in quel processo d'integrazione che mira ad armonizzare le statistiche tra i Paesi membri della Comunità europea, anche con riferimento alle normative espresse dagli altri Organismi internazionali.

Nel 1996 si effettua, per la prima volta, un censimento intermedio, a cinque anni di distanza dal precedente. La tecnica di rilevazione cambia, e si realizza una rilevazione assistita da archivio che poi sarà ripetuta ed ampliata con il presente censimento del 2001.