Validità e limiti del confronto storico

Il confronto tra i dati del censimento generale dell’industria e dei servizi del 2001 e dei censimenti precedenti, è reso assai complesso dal radicale cambiamento della tecnica di rilevazione. Le variazioni che si registrano nei dati sono, pertanto, dipendenti sia da reali cambiamenti nella struttura della realtà economica, sia dalle problematiche legate alla metodologia statistica; discernere i due aspetti non è agevole.

Si può sostenere che i dati dei censimenti economici realizzati dal 1971 al 1991 si caratterizzano per la sostanziale omogeneità della tecnica di rilevazione, delle definizioni e dei questionari, della modalità di acquisizione del dato. Il confronto dell’informazione è attendibile, anche perché i problemi connessi alla rilevazione sono condivisi e sono relativi, in termini generali, ad una sottostima dell’informazione per alcune particolari tipologie di unità che risultano difficilmente individuabili con la tecnica di rilevazione adottata.

Con il censimento intermedio del 1996 e con il censimento generale 2001 la tecnica di rilevazione è muatata, in virtù dell'utilizzo di archivi di riferimento contenenti liste di unità e dei relativi attributi (forma giuridica, attività, localizzazione, ecc.). L’approccio basato sull’utilizzo delle fonti amministrative consente di cogliere talune attività difficilmente individuabili attraverso la rilevazione diretta sul campo, quali quelle cosiddette "non ostensibili", cioè non immediatamente visibili al rilevatore del censimento tradizionale.

L’errore di sottocopertura è dovuto alla mancata rilevazione di unità comprese nel campo di osservazione del Censimento. Può verificarsi per diversi motivi, solo in parte riconducibili a disfunzioni organizzative o ad errori o negligenze dei rilevatori. L’indagine post-censuaria del 1991 dimostrò che questo errore tende a concentrarsi in particolari aree del campo di osservazione, corrispondenti ad attività economiche o forme d’impresa caratterizzate da scarsa visibilità o incerta localizzazione. In particolare le aree maggiormente affette da questo problema sono: le imprese manifatturiere e le costruzioni (limitatamente, per entrambi i comparti, alle microimprese artigianali e ai lavoratori autonomi che svolgono attività itineranti o presso il proprio domicilio); gli intermediari del commercio; i liberi professionisti; le attività turistiche di tipo stagionale; i trasporti (limitatamente alle microimprese individuali); i servizi, limitatamente alle unità produttive presenti all’interno di altre unità produttive di maggiori dimensioni (ad esempio, servizi di vigilanza, pulizia, di mensa, sportelli bancari interni a Ministeri o grandi aziende); consulenti o appaltatori che prestano la propria opera presso terzi. In breve, tutti i soggetti e le attività che non fanno capo a un ufficio, un negozio, un laboratorio o uno stabilimento di tipo tradizionale, che negli ultimi decenni ha conosciuto una continua espansione.
L’utilizzo delle fonti amministrative presenta, invece, il problema opposto, quello cioè di una limitata sovracopertura relativa tipologie di imprese, soprattutto nelle costruzioni, tra i liberi professionisti e nelle attività residuali dei servizi. Questo problema si pone specialmente con riferimento alle microimprese, per lo più individuali, che , per difficoltà di aggiornamento degli archivi amministrativi, possono risultare presenti in questi ultimi, ma aver cessato la propria attività a tutti gli effetti.
L’errore di sovracopertura è dovuto, in termini generali, all’effettivo stato di attività delle unità economiche in quanto le fonti amministrative, registrano gli eventi legati alla vita legale dei soggetti economici, che tende ad essere più lunga di quella reale. La costituzione di un’impresa (e quindi la sua iscrizione in un registro) avviene sempre prima dell’effettivo inizio della sua attività, così come la sua cancellazione dal medesimo registro avviene sempre dopo la sua cessazione di fatto. Inoltre, le fonti amministrative non distinguono fra unità costituite esclusivamente a fini legali o fiscali ed unità che effettivamente attive, laddove solo queste ultime rientrano nel campo di osservazione del Censimento.

La realizzazione dell’archivio statistico ha come obiettivo proprio la conversione delle informazioni amministrative in dati significativi da un punto di vista statistico, attraverso la verifica dello stato di attività delle unità economiche, secondo le definizioni e le classificazioni proprie del sistema statistico comunitario. In questo senso, l’informazione censuaria costituisce, per l’archivio statistico, il benchmark per verificare l’efficacia dei metodi di stima utilizzati.

Questo scostamento, oltre che alla sottocopertura della rilevazione e alla residua sovracopertura dell’Archivio statistico, è dovuto al diverso riferimento temporale delle due fonti. Il Censimento, infatti, rileva le unità attive alla data di riferimento, ovvero – per definizione – un sottoinsieme delle unità considerate attive dall’Archivio, che sono tutte quelle che hanno dato un segnale di attività nell’arco dell’intero anno.

 Anche sul piano più propriamente qualitativo, l’informazione economica (attività, natura giuridica, occupazione, ecc.) è ottenuta mediante tecniche opposte di acquisizione, secondo problematiche metodologiche peculiari. In particolare, la modalità di acquisizione del dato del censimento 2001 (e anche del censimento intermedio del 1996) è stata ribaltata rispetto ai censimenti precedenti.

Fino al censimento del 1991, i dati sono stati acquisiti mediante autocompilazione del questionario a cura del rispondente. Il rilevatore ha consegnato il questionario all’unità locale, fisicamente individuata sul territorio, e dopo un congruo periodo di tempo (solitamente quindici giorni) lo ha ritirato. All’atto del ritiro ha effettuato una prima sommaria verifica al fine di accertare che il questionario sia stato interamente compilato e, soprattutto, che siano presenti alcune notizie ritenute fondamentali. Successivamente, presso gli Uffici comunali di censimento, si è effettuato un accurato controllo quantitativo e qualitativo sulle compatibilità presenti nel questionario e si è eseguita la codifica delle variabili interessate (ubicazione e attività economica). Quindi, i questionari sono stati registrati presso i centri preposti, mediante un apposito piano di registrazione. I dati registrati sono stati ulteriormente sottoposti, a cura dell’Istat, a ulteriori dettagliate verifiche in base al piano di compatibilità e al piano di spoglio all’uopo previsti.

Con i censimenti del 2001 e del 1996 i dati sono stati acquisiti dall’archivio ASIA, realizzato attraverso la fusione di cinque archivi amministrativi, utilizzando opportune metodologie statistiche. Si è effettuata la standardizzazione e normalizzazione degli archivi di base; successivamente, ogni unità dell’archivio ASIA è stata ottenuta con un processo di integrazione fisica (linkage) delle unità presenti nei singoli archivi; quindi, sono state determinate le singole unità statistiche e, con criteri probabilistici, gli attributi delle imprese (natura giuridica, attività economica addetti, carattere artigiano, ecc.) e delle unità locali (attività economica, addetti, ecc.); infine, si è effettuato il controllo delle informazioni presenti, tramite opportuni piani di compatibilità che hanno permesso sia la stima dei dati mancanti che la correzione di quelli errati. Una valutazione generale dei risultati del processo (e la correzione degli eventuali errori) è stata, in ultimo, effettuata attraverso il censimento,   il cui questionario contiene, prestampate, alcune informazioni identificative dell'unità (ragione sociale, indirizzo, comune, CAP) e alcune notizie relative alle variabili economiche di stratificazione ( forma giuridica , attività economica ), così come rilevate dall'Istat con le operazioni di integrazione degli archivi amministrativi. Per ogni carattere prestampato è lasciata al rispondente la possibilità di scrivere le eventuali variazioni, con indicazione della data in cui è avvenuta la variazione stessa.
Quindi, i questionari sono stati registrati presso i centri preposti, mediante un apposito piano di registrazione. I dati registrati sono stati ulteriormente sottoposti, a cura dell’Istat, a ulteriori dettagliate verifiche in base al piano di compatibilità e al piano di spoglio all’uopo previsti. In particolare, è stata registrata la descrizione della ubicazione, forma giuridica e attività economica eventualmente dichiarata nel censimento - a correzione di quanto prestampato. Quindi, mediante l'utilizzo di programmi informatici di lettura e decodifica, sono statio apposti i codici connessi. L'operazione di codifica delle informazioni si è svolta quindi informaticamente e non tramite personale esperto, che è intervenuto soltanto successivamente, nei casi - residui - di correzione o imputazione manuale.

Le tecniche di acquisizione del dato sinteticamente descritte sono evidentemente contrapposte.

Con la prima, è fondamentale il ruolo del rilevatore, al quale, non si chiede soltanto di individuare correttamente le unità di rilevazione e consegnare i questionari, ma anche in molti casi, di svolgere una vera e propria "indagine nell’indagine"; si può affermare, pertanto, che il successo dei censimenti è in gran parte subordinato alla cura che egli pone nella raccolta dei dati e alla diligenza con cui ne accerta l’attendibilità. Altra fase centrale, è la codificazione dell’attività economica che avviene manualmente a cura del rilevatore stesso ovvero di esperti codificatori. In definitiva, i censimenti dal 1971 al 1991 hanno richiesto una tecnica di rilevazione complessa che presuppone una altrettanto complessa organizzazione, centrale e periferica, nella quale i due gangli vitali sono rappresentati da una precisa individuazione e comunicazione dei compiti che spettano ai vari organi interessati all’operazione e da un'efficiente organizzazione amministrativa di base, con riferimento soprattutto al livello comunale.

Con il secondo approccio è fondamentale la qualità di fondo dell'archivio ASIA che richiede un corretto processo di trasformazione dell'informazione amministrativa in informazione statistica, cioè la validità delle definizioni statistiche adottate, delle procedure di normalizzazione e omogeneizzazione dei sistemi di classificazione, delle tecniche utilizzate per individuare e correggere gli errori contenuti negli archivi di partenza, delle metodologie statistiche di imputazione dei dati mancanti.